tradimenti
Corna Giapponesi - Parte 3
02.10.2025 |
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"A quella domanda Ayaka ripensó ai messaggi del marito, sentiva in quel momento di odiarlo “Ti prego non dentro”..."
S’erano addormentati senza dirsi una parola, nessuno dei due aveva dormito molto; era mattina presto quando Eishi, sentendo la moglie sveglia, le disse “devo sapere se stare con lui t’é piaciuto oppure no. Devo saperlo. Ieri vi ho sentiti e dopo anni ho goduto sapendo che ti piaceva. Ma se non fosse così”.Ayaka s’era domandata per tutta la notte se tutto quello fosse successo perché Eishi voleva colpire suo suocero o perché, a modo suo, volesse darle quello che lui non poteva più.
Al buio si mosse inginocchiandosi, scoprì il marito e abbassó i pantaloni del suo pigiama, si sistemó i capelli e calando la propria testa glielo prese in bocca.
Succhiava dolcemente mentre cercava di pensare che Eishi l’avesse fatto per lei, era stato solo uno strano evento e non si sarebbe ripetuto mai più, poteva rinunciare al sesso, le bastava che Eishi la mettesse davanti a tutto e a tutti.
Quel pene flaccido non cambiava consistenza nella sua bocca.
“Questo week end lo inviteremo ancora qui, gli chiederó di venire ogni sera dopo lavoro fino a quando non riuscirai a rimanere incinta”.
Ayaka sollevò la testa e accarezzò il petto di suo marito “Non ce n’é bisogno, io sto bene così con te”.
“No. Abbiamo bisogno di un figlio o tuo padre non mi lascerá in pace” insistette Eishi.
“Ma caro, io non voglio” Eishi non la lasció terminare “Per te non sarà un grande sforzo, ieri ti é piaciuto”.
Ayaka si sentì colpita al cuore, si reinfiló sotto le coperte e non si alzó fino a quando suo marito non se ne fu andato a lavoro; durante tutto il giorno rimugginó sugli orgasmi avuti e fantasticava sulla possibilità di piantare il marito, il padre e quella vita.
Nel week end Roberto rifiutó l’invito a pranzo.
Al pranzo famigliare della domenica Eishi venne addirittura deriso dal suocero davanti a tutti e questo sembró mandarlo quasi alla pazzia, la sera si mise in ginocchio davanti a sua moglie supplicandola di giacere ancora con Roberto.
Lunedì, uscendo dall’ufficio, Roberto trovò Ayaka ad aspettarlo.
I due erano seduti in un caffé, a Roberto fece strano essere in un posto che sembrava occidentale, Ayaka aveva quella sua solita compostezza e guardava in basso, indossava una camicetta blu e un paio di pantaloncini larghi.
“So che hai rifiutato di incontrarmi sabato, ma io vorrei supplicarti di accettare l’invito di mio marito”.
“Guardami in viso quando mi parli” Ayaka alzó lo sguardo e Roberto continuó “l’altra volta alla fine mi hai mandato via senza dirmi nulla, io non voglio venire a letto con te perché te l’ha chiesto tuo marito, e questa storia del figlio… c’ho pensato e non so cosa pensare… sapere di avere un figlio e far finta di no”.
“Per mio marito é importante che io e te andiamo a letto; siamo disposti a pagare 600.000 yen”.
Roberto rimase esterrefatto “Lascia stare quello che pensa tuo marito. Tu vuoi venire a letto con me?”.
“Si” disse Ayaka mantenendo quell’aria senza emozione.
“Chi ha deciso la cifra?” chiese Roberto.
“Mio marito ha deciso”.
“E tu sei d’accordo con la cifra?”.
“Decide mio marito” rispose sempre con molta semplicità Ayaka.
“Non voglio essere pagato per andar a letto con una donna bella quanto te”.
“Si” rispose Ayaka ma stavolta le scappó un sorriso.
“Ti va di portarmi in un posto che ti piace molto? Un’uscita vera e propria. Se andare a letto o meno lo deciderai poi tu, non lo decide tuo marito. Devi dirmi se ti piaccio o no, devo sapere se mi porti a letto perché ti piaccio o perché chissà che vostro obiettivo”.
Ayaka ora sorrideva “Andiamo a passeggiare domani sera a Gino. A mio marito diró che oggi siamo stati a letto e anche domani. Ti prego di non dire della nostra uscita e di dire che siamo stati a letto”.
Roberto accettó, era contento del chiarimento e della prossima uscita; rimase amaramente deluso del fatto che non sarebbe andato a letto con quella bella donna quando, dopo aver pagato, lo salutó e quasi corse via.
Roberto faticó a trovare il luogo dell’incontro anche con il navigatore, un grandioso arco di tettoie in legno, arrivó mezz’ora prima dell’orario stabilito e puntuale arrivó Ayaka, aveva i capelli neri raccolti in maniera complicata, una giacca di vestito leggera nera come la fine maglietta, un paio di pantaloncini molto corti e larghi, era visibilmente contenta.
Passeggiarono a lungo nel quartiere illuminato con un’infinità di lanterne, Roberto rimase incantato, erano quasi le 21:00 quando propose di andar a mangiare qualcosa.
Ayaka prese solo due spiedini di calamaro da una bancarella e, appena finiti “Ora possiamo andare a casa tua”.
Roberto la guardó e capì che sarebbero finiti a letto; tutti e due prima di sorrisero poi si misero a ridere, lui sentiva già l’erezione che aveva voglia di montare.
Nel treno verso il quartiere di Roberto lui le chiese “Quei 600’000 yen che non voglio, ti sembrano una cifra giusta? Esagerata? Quanto me ne avresti dati tu?”.
Ayaka s’imbarazzó molto “10 milioni?” risero entrambi.
La passeggiata verso casa la fecero in silenzio, entrarono poi nel bilocale di Roberto “Non é proprio come casa tua”.
Ayaka stava stendendo a terra il futon “Hai un appartamento in una zona bellissima, sei fortunato”, quando finì di preparare guardó Roberto.
“Mio marito vuole che io stia con te anche perchè a lui piace solo così” Roberto non capì “Cosa significa?”.
Ayaka mostró il pugno e fece salire un po’ alla volta l’indice mimando un’erezione “Se vengo con te lui è così. Oggi ho scritto a lui che eravamo a letto e cosa abbiamo fatto” mostró il cellulare “Scusa. Perdonami. Ti prego di non rivelare nulla”.
“Se é questo ció che vuoi reggeró il gioco”.
Ayaka guardó in basso e si zittì per un po’, poi levó la giacca e la maglietta, si slacció il reggiseno e lo tolse, stava per levarsi anche i pantaloncini quando trovó il coraggio di guardarlo negli occhi “Ha chiesto di mandargli una foto. Per te va bene?”.
Roberto fece sì con la testa, si avvicinó ad Ayaka ma lei non lo lasciò spogliarla, si mise nuda da sola, stavolta era completamente rasata; si stese sul futon dopo essersi slacciata i capelli, allargó un braccio e guardó dal basso Roberto.
“Vuoi una foto così? Sembri triste”.
“Perché tu pensi io sia una donna da letto”.
Roberto scattó un paio di foto poi s’inginocchió e diede il cellulare a lei e prese ad accarezzarle la pancia “Penso di te che non so se ho mai visto una donna più bella”.
Eishi fissava la foto di sua moglie nuda stesa a letto; aveva passato le ultime due ore in tensione, preoccupato che sua moglie non rimanesse incinta, eccitato dal pensarla scopata, si era toccato e masturbato quasi con furia raggiungendo solo un’erezione parziale, ma vederla in quella foto ora gli faceva capire che proprio in quell’istante veniva deflorata ed inizó a sentirsi eccitato.
Ayaka respirava con dei gemiti acuti, Roberto le stava accarezzando le labbra della fica e lei si stava bagnando in fretta; si spostó per abbassarsi fra le sue cosce, stava per leccarla quando lei lo fermó.
“No, così é sporco per un uomo, la donna deve usare la bocca”.
Roberto la guardó per un attimo, poi estrasse la lingua e la passó irrigidita sulla fica.
Ayaka non aveva mai provato su di sé il sesso orale, alla seconda passata di lingua chiuse gli occhi e diede un urletto; senti la lingua dentro di sé, le sembrava di venir penetrata da un serpente, era una sensazione divina; prese il cellulare, scattó una foto e la invió al marito.
Eishi guardava la foto, si vedevano dei capelli neri di una testa infilata fra le cosce della moglie, fece partire l’audio appena arrivato e ascoltó i gemiti della donna per pochi secondi e la sentì dire “Finalmente provo piacere” fu la prova che sua moglie bramava il piacere che lui non sapeva darle, sentiva che sua moglie lo disprezzava da anni e i suoi occhi diventarono lucidi, aprì i suoi pantaloni e le sue mutande erano gonfie dell’erezione.
Roberto era inginocchiato, si stava spogliando, la donna a terra sembrava provata dall’orgasmo avuto con quel sesso orale; quando si levó via i boxer e fu visibile la sua erezione e Ayaka si sollevó, inginocchiata davanti a lui inizió ad accarezzargli il petto, il ventre e l’inguine; afferró l’erezione e spostó la mano leggermente in giù per scoprire la cappella, che si ricopriva quando la mano tornava su, lentamente continuó il lavoro di mano mentre continuava con l’altra ad accarezzargli il petto, poi caló la testa.
Ayaka percepì subito la differenza, la sua piccola bocca era dilatata per poter ingoiare quella cappella, cercava di stringerla con le labbra, muoveva la testa di poco, e sentiva le mani di Roberto sui seni, le piaceva sentire il suo desiderio ma a volte dava fastidio sentirli stringere.
Mentre succhiava sentiva il suo cellulare vibrare, sapeva che era suo marito, quel marito che iniziava a detestare in certi momenti.
Ayaka sentì la mano di Roberto alzarle la testa, pensó di non esser stata brava, suo marito le aveva imposto dopo il risucchio la leccata e Roberto l’aveva bloccata prima di quella seconda fase “Posso farlo meglio”.
“Meglio di così?” Roberto baciò Ayaka che accettò la sua lingua nella bocca, sentì il suo corpo venir rigirato e spinto indietro, si trovò Roberto steso su di lei col busto alzato che stava cercando di penetrarla.
Ayaka strinse forte gli occhi, provó dolore perché si sentiva stretta ma sapeva che ben presto sarebbe stato piacere; il cazzo che la riempiva spingeva e lei si stava bagnando.
Roberto cercó di baciarla, lei teneva gli occhi chiusi e lui non distingueva se per il fastidio o per il piacere “Ayaka tutto bene?”, lui si fermó lei lo guardò “Sei molto grosso” e gli sorrise “prego continua”.
Roberto inizió a muovere il bacino, il suo cazzo veniva stretto molto forte da quelle labbra umide ed inizió ad ansimare presto assieme a lei.
Ayaka provava piacere e sentiva che la sua fica s’era ora abituata a quel cazzo che la stava penetrando, cercó di guardare Roberto, le piaceva veder quel corpo sopra di lei eccitato muoversi, si portò la mano all’occhio e senza smettere di dare i suoi urletti mimò lo scatto fotografico.
Roberto rallentò e si fermó dentro di lei “Devo farti una foto?” lei fece sì con la testa e lui rimase un po’ stranito “Per te o per tuo marito?” chiese sfilandosi via.
Ayaka prese il cellulare e lesse i messaggi quasi deliranti del marito, chiedeva spasmodicamente che stessero facendo, altre foto, il perchè non rispondeva, se si stava divertendo a farsi scopare, se l’avrebbe lasciato, la insultava e si insultava; si mise a piangere e prese la coperta che portó al seno per coprirsi.
Roberto l’abbracció e le accarezzó i capelli, dopo qualche minuto fu lei a parlare “Non so nemmeno se mi ama o se da me voglia solo il figlio per rendere felice mio padre. Lui si eccita se sa che sono con te, io non riesco a farlo eccitare da anni ormai”.
Roberto continuó ad accarezzarla e quando lei smise di piangere le disse “Vuoi mandargliela perché a lui piace in questa maniera? Perché nel caso possiamo anche evitare di mandargliela e pensiamo solo a noi. O vuoi mandargliela per… farlo soffrire?” Ayaka lo guardó “Farlo soffrire?”.
“Uno che ti tratta così non ti merita, mandiamogli una foto e scrivigli che con me stai benissimo e lui ne soffrirà. Non farti trattare come uno zerbino”.
Ayaka ci rifletteva Roberto continuava a parlarle “Io ti direi di lasciarlo subito uno che ti tratta così, ma sei tu a decidere cosa vuoi fare” gli tolse via la coperta “foto o non foto decidi tu, io so solo che vorrei fare l’amore con te e uscire ancora assieme a te”.
Ayaka si stese a terra e quel cazzo la penetrò ancora, riprese a muoversi dentro di sé e i suoi ragionamenti ora erano offuscati dal piacere “Fammi la foto” disse.
Roberto prese il cellulare, senza smettere di penetrare quella stretta fica e scattó due foto, Ayaka aveva ripreso a gemere; le infiló la punta del dito in bocca mentre gemeva sotto i colpi, non riusciva a succhiare presa dal piacere mentre Roberto le schiacciava le labbra col dito, poi lui si fermó e si tolse da lei, la fece stendere di lato e ci si mise dietro, la penetrò ed Ayaka trattenne il fiato prima di urlare, sentiva quel palo di carne troppo dentro ma almeno non si muoveva; sentiva il petto di Roberto sulla sua schiena e il suo viso dietro la sua testa, Roberto le passò il cellulare e lei guardó il breve video e lo riguardò, lo inviò al marito con il messaggio “Lui mi sta dando ció di cui ho bisogno”.
Ayaka si portó le mani di Roberto al seno e si abbandonó ai forti colpi, inizió a godere e a volte quando emetteva i gemiti sputacchiava incontrollatamente.
Quando Roberto sfiló via il cazzo ad Ayaka sembrava che la sua fica rimanesse aperta; si sentiva presa al fianco, si ritrovó a carponi e sentì il cazzo aprirle di nuovo le cosce e la pancia.
Si mise a ridere mentre veniva sbattuta fortemente, sentiva il suo orgasmo esplodere in vita, per un attimo pensò a lei e a Roberto assieme con due bambini, poi pensó alla sua fica ricoperta di sperma poi avvertì un grande piacere e cercó di levarsi via dai colpi istintivamente.
Roberto leccava la schiena e le spalle ansimando come un animale, le spingeva il cazzo dentro mentre si avvicinava al suo orecchio “Dove devo venire?”.
A quella domanda Ayaka ripensó ai messaggi del marito, sentiva in quel momento di odiarlo “Ti prego non dentro”.
Roberto non smetteva di ansimare “Veloce, devo scegliere, dove ti piacerebbe? Non resisto”.
Ayaka era troppo eccitata per pensare voleva forse che le sporcasse di sperma le labbra della fica, o magari il ventre; sentì Roberto levarsi da lei e mettersi in fretta in piedi, le prese la nuca un po’ forte “Scusa” gli sentì dire, vedeva la sua mano menare il cazzo a pochi centimetri dal suo viso.
Lo schizzo fu quasi istantaneo, Ayaka voleva tenere gli occhi aperti ma aveva paura lo sperma fosse diretto al suo viso e non guardò, ascoltò quel maschio quasi ululare di piacere.
Ayaka riaprì gli occhi, sentiva qualcosa di caldo sul petto, voleva toccare, sapeva essere sperma, ma sentì il suo viso bloccato, la cappella premeva alla guancia e le entrò in bocca.
Vedeva in alto quel corpo di maschio incombere su di lei, l’aveva obbligata a prendere il cazzo in bocca ma sentiva che non le dava fastidio e anzi, iniziò a succhiare, succhiare forte.
Roberto guardava dall’alto quel visetto stringere le labbra, emetteva un forte rumore di risucchio, lo trovava da maleducati, lei lo faceva apposta e lo eccitava questa perversione.
Roberto sfiló il cazzo dalla boccuccia, tornò a stendersi sopra ad Ayaka ma lei rimase seduta “Basta ora, per me é troppo, grazie”.
Si stesero e si baciarono, Ayaka toccava con le mani lo sperma sul petto, quando Roberto lo capì le prese la mano, continuava a baciarla mentre con lei palpeggiava una sua mammella sporcandola.
Dopo qualche minuto Ayaka si alzó e guardó il cellulare, guardó la foto che Eishi le aveva mandato di una piccola macchia di sperma sul pavimento del bagno, decise di non leggere i suoi messaggi, decise che gli avrebbe parlato la sera stesso e sapeva che quella sera avrebbe deciso se lo amava ancora o se lo odiava.
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